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'The Young Pope' Premiere - 73rd Venice Film FestivalPosso?
Venezia. Osservate il tabellino dei vincitori del passato:

1948 Amleto (Hamlet) Laurence Olivier Regno Unito
1949 Manon (Manon) Henri-Georges Clouzot Francia
1950 Giustizia è fatta (Justice est faite) André Cayatte Francia
1951 Rashomon (Rashômon) Akira Kurosawa Giappone
1952 Giochi proibiti (Jeux interdits) René Clément Francia
1954 Giulietta e Romeo Renato Castellani Italia
1959 La grande guerra Mario Monicelli Italia Italia ex aequo con Il generale Della Rovere Roberto Rossellini
1960 Il passaggio del Reno (Le passage du Rhin) André Cayatte Francia
1961 L’anno scorso a Marienbad (L’année dernière à Marienbad) Alain Resnais Francia
1962 Cronaca familiare Valerio Zurlini Italia
1963 Le mani sulla città Francesco Rosi Italia
1964 Deserto rosso Michelangelo Antonioni Italia
1965 Vaghe stelle dell’Orsa Luchino Visconti Italia Italia
1966 La battaglia di Algeri Gillo Pontecorvo Italia /Algeria
1967 Bella di giorno (Belle de jour) Luis Buñuel Francia

Film visti e conosciuti da tutti, film che, secondo il vecchio sistema dei pallini di gradimento di Ciak, meriterebbero il massimo: cinque palle.
Giusto?
Ora vediamo il recente passato

2006 Still Life (Sanxia haoren) Jia Zhangke Cina
2007 Lussuria – Seduzione e tradimento (Se, jie) Ang Lee Stati Uniti /Cina /Taiwan
2008 The Wrestler (The Wrestler) Darren Aronofsky Stati Uniti
2009 Lebanon (Lebanon) Samuel Maoz Israele
2010 Somewhere (Somewhere) Sofia Coppola Stati Uniti
2011 Faust (Faust) Aleksandr Sokurov Russia
2012 Pietà (Pieta) Kim Ki-duk Corea del Sud C
2013 Sacro GRA (Sacro GRA) Gianfranco Rosi Italia I
2014 Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza Roy Andersson Svezia
2015 Ti guardo (Desde allá) Lorenzo Vigas Venezuela

Tutti film che meritano una ben diversa valutazione: due palle

Se il festival di Venezia non tornerà ad esercitare la sua preziosa opera di mediazione culturale, l’unica possibilità che avrà per far parlare di sé sarà allacciata (o slacciata?) alle mutande delle starlette.

I festival sono proprietà del pubblico, non dei critici e ancor meno dei politici. Se i film premiati sono davvero belli come voi dite fateli circuitare, oppure evitate di premiare insulsi polpettoni da colpo di sonno.

Ah, non è che io sia un fan di Alvaro Vitali. Mi sono entusiasmato al “Settimo sigillo ” che avevo forse nove anni, tanto per capirci. Il cinema può essere passione e divertimento anche ai massimi livelli estetico-concettuali. Rivedere “Indagine su un cittadino…”, ” I sette samurai” o “Ombre rosse”, per intendersi.

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