SAN VASCO è DECOLLATO

Vasco_oForse, se solo i suoi fan si soffermassero ad analizzare davvero il testo di “Vita spericolata”, capirebbero che è la lucida e crudele autodenuncia di un fallimento.
Loro invece ci si beano. Sarà.
Detto questo, a me il Vasco giovane, supercafone di provincia autocritico e cinico, piaceva moltissimo.
Pochi come lui hanno saputo denunciare l’atteggiamento provincialotto della sinistra italiana fintamente rivoluzionaria con le sue feste strapaesane di matrice cattolica, la saturazione anticulturale delle TV private, la mediocrità dell’italiano di destra che si sente un eroe ma si perde dietro la prima figa che passa.
Colpa d’Alfredo, Bollicine, Vado al massimo, Voglio andare al mare, erano canzoni che confessavano senza sconti un fallimento coatto da giovane disoccupato di Quarto Oggiaro, una felicità miserabile a base di alcool e sballo perenne.
Poi è diventato un banalissimo santone all’italiana, un normale cantore d’amore che con i suoi “eh…ah…dimmelo te…non ci credevi eh? ” ha francamente rotto le balle, diciamocelo.
Una canzone come “L’Italia siamo noi” di De Gregori, “Una notte in Italia” di Fossati, “Genova per noi” di Conte, o “I giardini di marzo” di Mogol/Battisti non l’ha mai scritta né mai la scriverà.
Ma l’Italia ha bisogno di santi su cui scaricare i propri peccati, e Vasco lo è. Un santo cattolico a tutto tondo, con tanto di fedeli in processione e isterie collettive.
Una nota, però.
L’ho visto molti anni fa, a Bari, sul prato, a dieci metri dal palco.
La Steve Rogers Band era l’unica VERA rockband italiana.
Un sound perfetto, potentissimo e trascinante. Niente a che vedere con le esangui band pop dell’epoca. Dieci e lode.
Incastonato in quel gruppo, Vasco era un grande surfer che cavalcava alla grande l’onda del rock.
Unico problema: c’era tanto di quel fumo nell’aria che riempiva l’intero prato. Giuro, non è un’iperbole: dopo dieci minuti anche chi non fumava era completamente perso.
Erano tutti in delirio, ma avrebbero lanciato reggiseni anche a Orietta Berti, se avesse sostituito il Blasco all’improvviso.

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