BALZANA BALZERANI

C’è una figura, la vittima, che è diventato un mestiere, questa figura stramba per cui la vittima ha il monopolio della parola. Io non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te“.
BARBARA BALZERANIFin qui Balzerani.
Cui sfugge, credo, il fatto che le vittime non possono avere il monopolio della parola semplicemente perché la bocca gli è stata chiusa per sempre.
Se invece parliamo dei parenti delle vittime o parliamo dei sopravvissuti, ebbene non è mestiere ma un trauma che permane e durerà per sempre.
Perché non dovrebbero parlare del proprio dolore, quelle poche volte in cui qualcuno si ricorda anche di loro?
Non è che il padre, il marito o il fratello siano morti di infarto, diciamocelo.
Sono stati crivellati di pallottole e quella morte è stata preceduta da ore, giorni, anni di ansia.
Come possono i parenti di Moro e degli altri assassinati tacere dopo quei giorni di terrore, veglia e dolore?
Vogliamo chiamare questo “mestiere di vittima“?
Non è un mestiere, è solo un dolore che non si spegne né potrà mai spegnersi.
Nessuno di loro, credo, ha mai cercato di “fare la storia”.
Gli strali, pochi e flebili in verità, sono stati rivolti molto più spesso alla parte politica cui apparteneva Moro, piuttosto che ai carcerieri e agli esecutori del crimine, poiché con questi ultimi ogni dialogo era ed è ancora inutile.
Dico che è ancora inutile, poiché permane da parte della ex BR la nolontà pervicace nel non voler guardare la storia da lontano, oggettivarla e prenderne le distanze, come hanno fatto altri terroristi a sinistra e destra (non tutti e non troppi, in verità).
Di certo, molti terroristi non hanno capito ancora che, a parte l’orrore di un omicidio, il rallentamento della crescita politica italiana è da attribuire principalmente a loro, che lo accettino o no.
La politica italiana è ristagnata maledettamente negli anni di piombo soprattutto perché l’italiano medio ha preferito la conservazione alle terrorizzanti pistole nere e rosse, com’era assolutamente prevedibile.
Non parliamo per carità cristiana dei loro confusi proclami, rispetto a cui le dichiarazioni dell’ultimo dittatorello dell’ultimo staterello del mondo sono lucidissime analisi degne di uno statista.
Nessuna persona di buon senso li avrebbe mai potuti prendere come un percorso politico ragionevole, con qualche possibilità di riuscita.
I terroristi rossi e neri erano manovrati?
Probabile.
Ma nemmeno ora sono capaci di riflettere su questo.
Sognano ancora di “fare la storia” e invece sono stati strumenti dell’immobilismo, della conservazione, della tensione, della corruzione, della criminalità, la mota paralizzante in cui ancora oggi noi italiani ci dibattiamo.
Le parole di Balzerani riflettono la miopia di un pensiero politico senza prospettive, che si è sconfitto da solo e che continua ogni giorno a sconfiggersi poiché non accetta riflessione né dialogo.

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