UN’ARANCIA A SCUOLA FA BENE

“Tutta salute”, Mirabella e soci, ora.
Una augusta professoressa Marina Tal dei Tali, esperta in agrumi, continua a chiamare l’arancia al maschile, “arancio”, come se fosse l’albero.

albero-aranciaMi importa poco dell’errore veniale e non amo i maestrini, ma ho una riflessione da porgere.

Il recente snobismo verso la laurea e verso i titoli in genere è abbastanza odioso, specie perché attesta il diritto di esprimere un parere tecnico anche a chi non ha le giuste conoscenze e capacità.

Anche parecchio sospetto poiché spesso viene da chi non ha titoli, ma soprattutto politicamente e socialmente aberrante.

Tuttavia bisogna ammettere che la “cultura” in senso lato si forma sui banchi della nostra vituperata scuola, non all’università.

L’università ha un ruolo tecnico, accresce la cultura specifica indirizzata verso una professione, non riempie le crepe del passato e non salda i conti con le distrazioni, i compiti mai svolti e le traduzioni copiate.

Facciamola semplice, facciamola terra terra: alla facoltà di medicina si studia, giustamente, medicina, non italiano e storia. Alla facoltà di ingegneria avviene lo stesso, a quella di chimica, economia, architettura, agronomia, filosofia, storia etc., pure.

Perfino frequentando la facoltà di lettere si studia la letteratura e la sua storia, non la grammatica e l’analisi logica. Se scrivevi e parlavi da schifo, continuerai a scrivere e parlare da schifo, anche se conosci Manzoni a memoria e ne sei il massimo esperto mondiale, perché il leggere don Lisander potrà avere solo una influenza blanda sul tuo italiano zoppicante.

Ne avrà moltissima, invece, se la tua cultura di base è fortemente strutturata e sei in grado di coglierne le diecimila sfumature nella narrazione e nei dialoghi.

Insomma, puoi essere esperto di agrumi, ma continuare a indicare l’arancia come arancio riduce la tua credibilità. Forse quando la maestra spiegava “Frutto al femminile, albero al maschile, fatte salve le eccezioni” tu pensavi che fossero informazioni del tutto inutili?

Oppure lo pensava la maestra, che non lo ha spiegato bene?

Purtroppo, abbiamo quasi il mito dello studente cialtrone che a scuola ruba i voti, ma poi ha successo nella vita.

E invece no. Potete avere tre lauree, ma basta che apriate bocca e al primo “arancio” chi ha studiato alle elementari, alle medie e al liceo vi soppeserà in un attimo quali caprette svogliate, poco affidabili, imprecisi, persone le cui asserzioni sono da prendere con le pinze.

Studiate, ragazzi, studiate.
Il futuro è fatto anche di rispetto e stima per la vostra persona, non solo per i vostri soldi o i vostri titoli.

E la vostra persona è tutt’uno con la vostra cultura.

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