AMBIENTALISTA DIESEL.

La mia vecchia diesel è da permutare. Il motore va alla grandissima, ma ormai viaggio poco e ho bisogno di un’auto più piccola.

dieselMa non posso cambiarla, perché non so quali dispositivi di legge condizioneranno la mia scelta.

Dovrei comprare un’altra usata e vorrei ancora una diesel. Ma inquina, dicono i sapienti.

Vero. Non esistono mezzi di trasporto a motore non inquinanti.

Ma è anche vero che le polveri sottili (il pericolo più grande) derivano dal consumo di pneumatici, frizione e freni. In questo, non vi è alcuna differenza tra un’auto ad acqua ed una a motore endotermico.

Come è vero che bisognerebbe ricordare che il motore diesel consuma nettamente MENO carburante/km di ogni altro motore, quindi la tara sulla produzione di CO2 andrebbe fatta considerando questo dato.

Come è vero che un diesel euro6 inquina comunque meno di un benzina.

Come è vero, soprattutto, che un motore diesel lavora serenamente per 300/400.000 mila km ed oltre, mentre un benzina/gpl/metano/elettrico a 150.000 è già finito. Questo significa che i mezzi diesel hanno durata molto più lunga, creano meno rottami e meno inquinanti in discarica.

Il mio fiero sospetto (da ambientalista convinto, che va a piedi e usa la bici appena può) è che si voglia, come sempre, dare una spinta nella direzione sbagliata ad un mercato stagnante, creando un ulteriore danno: poiché le batterie delle elettriche/ibride inquinano spaventosamente e comunque la fonte di energia, a monte, rimane inquinante.
Per non parlare del danno alle tasche dei contribuenti.

Il diesel dura troppo, nell’ansia di vendere (siamo all’ottavo anni di crisi del settore auto) hanno sbagliato a calcolarne l’obsolescenza programmata.
In parole povere va troppo bene, le auto diesel campano 15 anni.
Devono morire.

Mio parere è che per risolvere parzialmente il problema dell’inquinamento da mezzi bisognerebbe potenziare SPAVENTOSAMENTE il trasporto pubblico.
Allora sì che la gente rinuncerebbe serenamente almeno alla seconda auto. Forse ciò non fa comodo all’industria dell’auto e dell’estrazione, legate a doppio filo.

Finito l’OT.
Torniamo a parlare di Sanremo.

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