L’OMBROSO SENALDI

lombrosoNon prenderei così alla leggera la colossale stupidaggine di Senaldi sui ceppi e le facce che ha trascinato Zaia, per una volta incolpevole, in una polemica di carattere estetico da cui sono usciti massacrati entrambi.

Non liquidatela come ignoranza, non invocate Piero Angela, non deridete l’infelice con una alzata di spalle, ma ricordate piuttosto Lombroso, il famigerato antropologo che deduceva caratteri e tendenze dei gruppi etnici attraverso bizzarre misurazioni antropometriche, traendone conclusioni assolutamente false e risibili.

Quando scriveva Lombroso? Nella seconda metà dell”800, all’indomani dell’invasione del Regno di Napoli, saccheggiato e derubato dal Nord.
Quando, cioè, era necessario per il regno Lombardo-veneto sostenere la moralità del furto e della strage ai danni del Sud con una logica “scientifica”.

L’uomo del Sud era biologicamente inferiore, quindi era giusto privarlo del potere, spossessarlo, sterminarlo. Questo fu il fine ultimo della diffusione del verbo lombrosiamo, per quanto avversato da colleghi molto più seri, ma tacitati dall’editoria scientifica.

Allo stesso modo, quando fu strumentale ai loro interessi, i nazisti e i fascisti sostennero l’inferiorità degli ebrei, gli statunitensi quella degli schiavi africani, gli ottomani degli armeni. E tutti costoro erano supportati da “scienziati”.

Oggi qualcuno cerca, sottilmente, di insinuare quelle stesse ‘differenze’ allo scopo di giustificare la prevaricazione.

E poco importa che dica cose ridicole e antiscientifiche come Senaldi, il quale comunque è giustificato dall’essere giornalista e non uomo di scienza: tra un po’ verrà fuori dalle università un secondo Lombroso a sostenere che il Sud debba essere necessariamente più povero, e lo farà falsando le ricerche, interpretando ad arte dati altrimenti oggettivi, distorcendo la Storia.

Sappiate che, al Nord, quasi nessuno crede che fino a poche centinaia di anni fa il mezzogiorno d’Italia fosse MOLTO più ricco e potente del Settentrione. Anche i cittadini più miti ed assennati danno per scontata la superiorità del Nord, poiché così sono stati educati, poiché quello gli è stato insegnato a scuola.

Così come è stato insegnato a noi, in quegli odiosi testi scritti ad arte per sostenere il dominio del Nord per diritto divino.

La rivoluzione non si fa con le armi e con gli insulti. Si fa rovesciando le culture.
Riscriviamo i libri di Storia, di etnologia, di antropologia, in modo che i Senaldi del mondo debbano chinare il capo, umiliati, di fronte alla verità.

Umiliamoli con il sapere, la scienza, la conoscenza, non con gli insulti. E facciamo sapere a tutti qual è il nostro retaggio, e quanto sia vergognoso ignorarlo, falsificarlo, tradirlo.

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