TOFFA 10 – BIXIO 0

La notizia che a Nadia Toffa sarà intitolato il reparto di oncologia pediatrica presso l’ospedale di Taranto non è secondaria. Ed è molto bello e nobile che proprio una città del Sud abbia preso questa decisione in memoria della giovane e coraggiosa bresciana, spentasi troppo presto.

toffaNon è secondaria perché nel mondo della memoria civile, della toponomastica, delle intitolazioni varie, gli artisti, i comunicatori e i creativi arrivano sempre per ultimi.
Osservate le targhe all’inizio di ogni strada. Troverete sconosciuti agiografi, ambigui politici di sottobosco, a volte anche personaggi su cui la storia ci suggerisce che tacere è bello.

Ma artisti, creativi, autori, quanti?

Perché alcune vie delle città del Sud sono intitolate a Umberto I, a Vittorio Emanuele II, a Crispi? Tutta gente che per il Mezzogiorno è stata ininfluente o dannosa, a volte esiziale.
Addirittura a Bixio, colui che disse: “Al Sud i nemici non basta ucciderli, bisogna straziarli, bruciarli vivi a fuoco lento. E’ un paese che bisogna distruggere o almeno spopolare, mandarli in Africa a farsi civili”?

A Martina una via intitolata al discusso e inquisito Giolitti?

A Massafra, colmo dei colmi, una dedicata al massacratore di meridionali, il generale Cialdini, l’uomo con 9.000 fucilazioni (quelle accertate) all’attivo?

Ma siamo impazziti?

E dove sono le vie e le piazze dedicate a Eduardo, a Peppino, a Antonio De Curtis, oppure a Luigi Chiarelli, a Carmelo Bene, a Tino Schirinzi, a Silvio Noto, a Domenico Modugno, a Gino Latilla, a Nicola Arigliano, a Francesco De Robertis, a Gioconda De Vito, a Giustino Durano e soci?

A volte gli si dedica una piazzetta sporca in periferia, a volte una viuzza laterale in un sobborgo, il più delle volte nulla.

Quelli che ci hanno dato davvero tanto, quelli che hanno portato la cultura del Sud nella nazione e il nome dell’Italia all’estero, quelli che davvero meritano il titolo di “grandi” sono relegati all’angolo, mentre i nomi dei re cialtroni, dei politici imbroglioni e dei militari massacratori campeggia a intitolare le strade e le piazze principali.

Per questo è giusto e importante che a Nadia Toffa sia intitolato un reparto in un importante ospedale pugliese.

Una donna che ha dimostrato a tutti un coraggio e un cuore infiniti nello sfidare un male devastante, che ha salutato Taranto con la lealtà di chi vede un problema gigantesco, ma spinge la gente come lei ad affrontarlo a testa alta, una ragazza che sapeva di avere i giorni contati ma che non smetteva di sorridere alla vita.

Una grande anima e una comunicatrice di grande valore, anche se non ha avuto il tempo di vivere la sua carriera fino in fondo.

Toffa batte Bixio 10 a 0.

A quelle e quelli come lei vanno intitolate le strade, le piazze e i reparti, non al ciarpame catramoso di un passato mistificato, da riscrivere al più presto su tutti i libri di storia.

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