FRANCESCO, FARE L’IMPOSSIBILE

Nel salutare tutti i Francesco voglio evitare che s’inciampi ancora una volta nell’interpretazione simpatica, ma sempliciotta e zuccherosa del santo più amato d’Italia, colui che ha il dono di parlare agli animali come un dottor Dolittle disneyano.

FRANCESCXOFavolette per bimbi. Francesco è da leggere tutto sotto metafora.

In realtà egli parlava all’uomo emarginato (il corvo, visto dai frati come presagio di sventura), e zittiva le chiacchiere malevole che impediscono di ascoltare la verità (le rondini che gli impedivano di pregare) e redimeva l’assassino (il lupo mangia uomini), e salvava gli innocenti (i due agnelli sulle spalle del macellaio).

Francesco, in sostanza, parlava agli uomini con cui nessuno voleva parlare per viltà o disgusto. Non solo parlava agli ultimi, ma si rivolgeva anche ai socialmente pericolosi, tra l’orrore e la paura dei vili.

Tutti si stupivano di vederlo parlare “agli animali”, riferiscono alla lettera.

Nel medioevo? Balle.

Tutti noi parliamo ai nostri animali. E non era logico che tutti parlassero agli animali in un’epoca nella quale gli animali (cavalli, muli, cani, serpenti, cervi, topi etc) erano la quotidianità ordinaria?

Dunque, quel parlare agli animali ha tutt’altro senso e sostanza.

Leggete il Santo in questa ottica e imparate da lui.

“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

Parola di Francesco, uomo Santo. Ma prima di tutto uomo vero, che traccia la Storia e riduce i potenti del suo tempo a comparse sullo sfondo di una esistenza luminosa nella sua umiltà.

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