GRAZIE A DIO SONO ATEO
La piena dei fiumi sfonda e uccide, la magra dell’economia anche.
La miseria della politica e dell’etica fa anche peggio.
Da più parti vedo occhi bassi e teste scosse in segno di sconsolata negazione. ” E’ sempre stato così, e sempre sarà. Cosa ti agiti a fare, PierLuigi? Tanto cambia nulla”.
Vi dirò: anche io, come JKK, sono un idealista senza illusioni ( si parva licet) .
Però sono convinto che l’educazione dei nostri figli incominci dal non gettare la cartaccia per terra.
E che le cose, a forza di dirle, e dirle, e ridirle, e dirle ancora, aprano qualche breccia.
Gutta cavat lapidem.
La cosa peggiore che possiamo fare, invece, è rassegnarci.
Io non sono cattolico e rasento l’ateismo ma adoro in termini filosofici la metafora del Cristo che muore in croce per lanciare un messaggio di pace e progresso.
Non è Pilato che porta il cambiamento, non è Erode, non è Giuda e tantomeno Caifa.
E’ Cristo.
Il solito umile e povero cristo che scende in strada ogni giorno per portare a casa il suo stipendiuccio in dignità ed onestà, che si fa mettere in croce dal superiore borioso e dal sottoposto disonesto, che porta con orgoglio non rassegnato il suo cappottuccio con il colletto liso, che insegna ai suoi figli il valore del lavoro, dello studio, del coraggio e non della “furbizia”.
I figli di quel povero cristo saranno medici che salveranno davvero la vita alla gente, ingegneri che erigeranno case davvero solide, impiegati dello Stato davvero al servizio pubblico, poliziotti, giudici e commercianti davvero onesti, genitori che sorrideranno davvero ai loro bambini.
Possiamo cambiare, se vogliamo.
E DOBBIAMO cambiare, se desideriamo evitare ( o almeno ritardare) l’estinzione.
Poichè antropologicamente il nostro destino è questo: estinguerci.
E’ la storia del mondo che lo dice, poichè non siamo migliori ne’ più forti dei dinosauri.
Ma in mano a certi dissipatori del bene pubblico, l’estinzione per avvelenamento ( non solo ambientale, ma soprattutto ETICO) è veramente troppo, troppo vicina.
Praticamente dietro l’angolo.

